venerdì 6 novembre 2009

I PASSI PER DIVENTARE FRATE FRANCESCANO


Quante domande nascono nel cuore quando ci si mette in ascolto!
Quando ci si chiede:
“Signore, cosa vuoi da me? Cosa vuoi che io faccia? Qual è il tuo disegno su di me?
Se vuoi conoscere qual è il cammino che un giovane può compiere per donare la sua vita al Signore come frate francescano, ti presentiamo le tappe più importanti.
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1) I primi passi-Il mettersi in ascolto

«Seguimi»
Il «segreto» che dà inizio ad ogni “storia vocazionale” può forse essere brevemente descritto come un incontro vivo, un trovarsi faccia a faccia con un Signore riconosciuto come buono e affidabile, pieno di attenzione e di benevolenza. È l’esperienza dell’amicizia profonda con cui Dio sa attirare ai suoi disegni i suoi figli e ancora rivolgere un invito : «Seguimi».

Il «Gruppo san Damiano»
Quando un giovane intuisce questa chiamata misteriosa del Signore e un fascino del tutto particolare verso la «forma di vita» tracciata da San Francesco, può chiedere di iniziare un cammino di discernimento con il «Gruppo San Damiano» dei giovani in ricerca vocazionale: un percorso che dura circa un anno , con incontri mensili guidati da alcuni frati. Avrà in tal modo la possibilità di essere accompagnato nella direzione spirituale, di pregare insieme, di confrontarsi, di vivere momenti di ritiro e di silenzio e di sperimentare occasioni di servizio e volontariato. In questo tempo ha anche la possibilità di passare periodi prolungati in alcune nostre “Comunità di accoglienza” e conoscere così più da vicino la vita francescana.

2) La formazione nei seminari francescani

Il «postulato»-Brescia
L’entrata «ufficiale» in convento si ha con l’ingresso in Postulato. Accanto ad una comunità di frati vive il gruppo dei postulanti, quei giovani, cioè, che, concluso “il Gruppo San Damiano”, hanno chiesto di proseguire il cammino francescano, conducendo una vita il più possibile vicina a quella dei frati stessi. È un periodo di due anni in cui si possono assaporare in maniera significativa e bella, alcuni dei valori fondamentali della vita francescana: l’ascolto del Signore, soprattutto nella preghiera comunitaria e personale; la fraternità; il servizio nella dedizione di sé all’altro. Il Postulato a cui noi facciamo riferimento si trova a Brescia, nel Convento San Francesco.

Il «noviziato»-Basilica di san Francesco in Assisi
Si tratta di un anno particolare, vissuto presso la basilica di san Francesco in Assisi, in cui si privilegiano soprattutto due aspetti. In primo luogo la vita di preghiera: oltre alla Liturgia delle Ore, molto tempo viene trascorso a contatto con la Parola di Dio , nell’adorazione eucaristica, nella meditazione personale. L’altra dimensione che trova in quest’anno una accentuazione notevole riguarda il discernimento personale, ossia l’impegno di un confronto frequente con il frate maestro che accompagna i giovani in questo cammino.
Durante il Noviziato, inoltre si affrontano tematiche relative ad aspetti fondamentali della vita consacrata, si approfondiscono la vicenda biografica e spirituale di San Francesco e quella di altre figure importanti del nostro Ordine francescano, come Sant’Antonio di Padova, Massimiliano Kolbe, Chiara d’Assisi. Il noviziato ha come meta la "Professione semplice", dove il giovane veste il saio francescano e pronuncia i voti di povertà, castità e obbedienza e può così proseguire ulteriormente la sua ricerca e la sua formazione da frate per tre anni, in vista di una promessa e di un'adesione definitiva per la vita (la professione solenne).

Dopo il noviziato - Padova
Inizia il periodo più lungo della formazione alla vita francescana. È un tempo di almeno quattro, cinque anni, trascorso in un Convento-Seminario (S. Antonio Dottore), a Padova, accanto alla Basilica di S. Antonio straordinario discepolo di Francesco
I giovani frati rimangono in questo Seminario fino alla Professione solenne; il loro cammino è finalizzato soprattutto al discernimento sulla professione definitiva dei voti di povertà, castità e obbedienza. La quotidianità ordinaria, la semplicità della vita, le fatiche umili e discrete, divengono il «banco di prova» per verificare se questa vita è davvero ciò a cui il Signore chiama.
Quali sono gli ambiti in cui il giovane frate può sperimentarsi? Sono quelli della fedeltà nella preghiera; nella fraternità vissuta con gioia e semplicità; la serietà nel proprio accompagnamento spirituale; lo studio fatto con impegno; i diversi tipi di servizio a carattere pastorale e socio-caritativo o missionario; uno stile di vita semplice e povero; la letizia come atteggiamento fiducioso di abbandono nelle mani della Provvidenza.

Eccoci dunque al termine di questi primi anni di vita francescana.
Con la “Professione Solenne” si entra a far parte definitivamente della nostra famiglia, per continuare, con la grazia del Signore, ad essere testimoni della sua gioia, appassionati “seminatori” del Vangelo!


N.B.: Il cammino sopra indicato è specifico delle province religiose di Padova e Bologna (che comprendono tutto il Nord Italia), anche se nei suoi passi formativi è comune a tutti i giovani in formazione nell'area italiana.
Per indicazioni ulteriori; possibilità di ascolto, ricerca, accoglienza,contatta:

Gruppo San Damiano: fr. Alberto Tortelli; cell. 3804199437;
c/o basilica del Santo- Padova; mail
fra.alberto@davide.it

Casa di accoglienza. Convento santuario del Crocifisso. Longiano (Fc): fr. Mirko Montaguti; tel. 0547.665025; mail.
framirk@yahoo.it

Postulato. Convento San Francesco- Brescia : fr Alessandro Perissinotto ; cell. 3456521530 ; mail
alessandro.perissinotto@ppfmc.it

Noviziato. Assisi. Basilica di san Francesco-sacro convento.
Postnoviziato-Convento S. Antonio Dott. Padova- : fr. Antonio Ramina ; cell. 333.8891609 ;
mail:
antonio.ramina@ppfmc.it)







domenica 25 ottobre 2009

Dire Vocazione è dire Amare

CORSI VOCAZIONALI AD ASSISI: PONTE DELL'IMMACOLATA 2009
Dal 5 al 7 dicembre: Esperienza "vocazionale" per ragazzi (14-17 anni)
dal 5 al 8 dicembre: Corso vocazionale per giovani (17-30 anni)
per info contatta: fra.alberto@davide.it

"DIRE VOCAZIONE" è "DIRE AMARE"
per questo voglio regalarvi il testo stupendo di una recente canzone di un autore che amo moltissimo: NEK. La canzone si intitola "Se non ami", tratta dall'Album "Un'altra direzione". Ascoltando questa canzone, forse sarà facile accorgersi come essa rimanda al famoso inno alla carità di San Paolo nella prima lettera ai Corinzi (1 Cor 13), e soprattutto sarà facile provare l'emozione e individuare l'ideale stesso del cristiano, la nostra più autentica VOCAZIONE: AMARE !

Puoi decidere le strade che farai
puoi scalare le montagne oltre i limiti che hai
potrai essere qualcuno se ti va
ma se non ami
se non ami
non hai un vero motivo motivo per vivere
se non ami
non ti ami e non ci sei
se non ami non ha senso tutto quello che fai
puoi creare un grande impero intorno a te
costruire grattaceli e contare un po' di più
puoi comprare tutto quello che vuoi tu
ma se non ami
se non ami non hai un vero motivo per vivere
se non ami
non ti ami e non ci sei
se non ami
se non ami non hai il senso delle cose più piccole
le certezze che non trovi e che non dai
l amore attende e non è invadente e non grida mai
se parli ti ascolta tutto sopporta crede in quel che fai
e chiede di esser libero alle porte
e quando torna indietro ti darà di più
se non ami
se non ami
tutto il resto sa proprio di inutile
se non ami
non ti ami
non ci sei...
senza amore noi non siamo niente mai...

Il cantico delle creature

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si', mi Siignore, per sora Luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.
Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infermitate et tribulatione.
Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore
et rengratiate e serviateli cum grande humilitate.
L'immagine ritrae due giovani frati in un campo di grano del Kazakistan dove da poco è stata aperta una missione francescana

giovedì 22 ottobre 2009

S.O.S. Controindicazioni vocazionali

SEI dimensioni problematiche e di ostacolo alla vita come vocazione
1) Il rifiuto di soffrire, la insostenibilità della prova, del giudizio altrui... l’istinto di difesa per proteggere il godimento della felicità, il diritto alla felicità ad ogni costo.
2) Il rifiuto dei "padri", di ogni relazione verticale, quindi l’idea che ognuno è padre di se stesso, e solo di se stesso.
3) La brevità e la reversibilità del tempo. Ogni istante deve essere gratificante, non serve la speranza, non ha senso. Creo il tempo con le mie scelte. E, se non mi trovo, torno indietro...cambio
4) Il bisogno di piacersi e piacere e quindi il “valore” metaforico e trascendentale del corpo, strumento del piacere e luogo dell’affermazione di sé. Immagine più che sostanza.
5) I “riti” che sostituiscono la decisione e in fondo mettono sotto embargo la libertà. Tali "riti" sono per es.: lo spritz, le vacanze, gli happenìng musicali, il sabato sera...
6) La fuga nel virtuale, attraverso Internet con la messa al bando del "reale"; il bisogno imperioso di "protesi", non solo per il corpo (piercing), ma ormai per la mente, per l’anima....
Tuttavia nonostante queste difficoltà, il Signore non fa mancare la sua grazia, non rinuncia all’alleanza con le nuove generazioni.
Ed ancora..CHIAMA. CHIAMA ANCHE TE!!




E..TU,
COME TI TROVI
DI FRONTE A QUESTE
6 CONTRO
INDICAZIONI VOCAZIONALI????????

Noi ci impegniamo


50° Anniversario della morte di Don Primo Mazzolari
Il 12 aprile 2009 ricorreva il 50° anniversario della morte di Don Primo Mazzolari. Don Primo fu un uomo , un cristiano, un profeta, un prete che spinto da un amore starordinario al suo Signore e alla Sua Chiesa, e sorretto da una vocazione sacerdotale profonda, sempre rinnovata e rinsaldata anche dalle crisi affrontate con grande forza d’animo, svolse la sua missione di pastore con passione, impegno, coerenza e totale dedizione. Un prete sempre in prima linea contro le ingiustizie, accanto ai bisognosi e ai poveri e che ha vissuto la storia a lui contemporanea mai come semplice spettatore ma come protagonista: dalla sua andata al fronte durante la prima guerra mondiale come cappellano militare a seguito delle truppe, all’appello al rinnovamento della Chiesa fino alla promozione della pace nell’epoca della guerra fredda.
Di seguito propongo alcuni suoi splendidi pensieri, rivolti ai cristiani, ai GIOVANI

Noi ci impegniamo…Ci impegniamo noi, e non gli altri;
unicamente noi, e non gli altri; né chi sta in alto,
né chi sta in basso; né chi crede, né chi non crede.
Ci impegniamo,senza pretendere che gli altri si impegnino,
con noi o per conto loro,con noi o in altro modo.
Ci impegniamo senza giudicare chi non s’impegna,
senza accusare chi non s’impegna, senza condannare chi non s’impegna,
senza cercare perché non s’impegna.
Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
si muta se noi mutiamo, si fa nuovo se qualcuno si fa nuova creatura.
La primavera incomincia con il primo fiore,
la notte con la prima stella, il fiume con la prima goccia d’acqua,
l’amore col primo pegno.
Ci impegniamo perché noi crediamo nell’amore,
la sola certezza che non teme confronti,la sola che basta a impegnarci perpetuamente.


... Hanno detto di lui ...

- “Ecco la tromba dello Spirito Santo in terra mantovana” (papa Giovanni XXIII - 1959)

- “Non era sempre possibile condividere le sue posizioni: don Primo camminava avanti con un passo troppo lungo e, spesso, non gli si poteva tener dietro; e così ha sofferto lui e abbiamo sofferto anche noi. È il destino dei profeti” (papa
Paolo VI - 1970)

- “Don Primo fu un uomo leale, un cristiano vero, un prete che camminava con Dio, sincero e ardente. Un pastore che conosce il soffrire e vede lontano. Il suo giornale era la bandiera dei poveri, una bandiera pulita, tutta cuore, mente e passione evangelica” ( papa Giovanni Paolo I - 1978)

giovedì 15 ottobre 2009

Corso vocazionale per giovanissimi

DAVIDE E GOLIA- D&G-
E' il titolo del nuovo percorso vocazionale per giovanissimi (14-17 anni)
Sei dunque un ragazzo adolescente tra i 14 e i 17 anni? Senti un desiderio (magari ancora confuso...) di donare la tua vita? Sei curioso di capire meglio quali strade puoi percorrere nella tua storia con Dio? Hai un sogno nel cassetto e non sai come tirarlo fuori per concretizzarlo?

Noi FRATI FRANCESCANI
ti proponiamo di darti una possibilità di confronto e crescita personale, attraverso un'esperienza di fraternità, preghiera, gioco, discussione e conoscenza di S. FRANCESCO.
Sei invitato a partecipare a tre momenti pensati apposta per ragazzi come te:
17 e 18 ottobre 2009: Un progetto da scoprire.
5 e 7 dicembre 2009 (ad Assisi): Alla scoperta di S. Francesco
8 e 9 maggio 2010: Prendi il largo...
Estate-Luglio 2010: Campo ad Assisi

Per informazioni: Santuari Antoniani - Oasi Giovani -Via S. Antonio, 2 - 35012 Camposampiero (PD)E-mail: oasigiovani@riparalamiacasa.it; http://www.riparalamiacasa.it/
fra Giuseppe Franco - fra Simone Tenuti

giovedì 8 ottobre 2009

Vieni al Gruppo San Damiano


CALENDARIO DEGLI INCONTRI GRUPPO SAN DAMIANO 2009-2010


1) Sabato 10 - Domenica 11 ottobre 2009:
I perché del mio cuore

2) Sabato 07 - Domenica 08 novembre 2009:
Chiamato per nome

3) Venerdì 05 - Martedì 08 dicembre 2009:
(Assisi) Appuntamento con San Francesco

4) Sabato 16 - Domenica 17 gennaio 2010:
Qualcuno cammina con me

5) Sabato 06 - Domenica 07 febbraio 2009:
( Padova)- Libertà e desideri

6) Sabato 27 - Domenica 28 febbraio 2010:
(Longiano)- Vita in comunità

7) Sabato 20 - Domenica 21 marzo 2010:
Oscurità e tentazioni

8) Sabato 10 - Domenica 11 aprile 2010:
Pellegrini e forestieri

9) Giovedì 29 aprile - Domenica 02 maggio 2010:
Fraternità e servizio

10) Sabato 19 - Domenica 20 giugno 2010:
Va, perché io ti mando

11) Lunedì 9 agosto – sabato 14 agosto 2010:
(Assisi) Esercizi Spirituali Francescani

N.b.: Gli incontri si svolgono solitamente dalle ore 16,00 del sabato alle 16,00 della domenica a Brescia presso il convento S. Francesco. Per i giovani che giungono dalla zona veneta è possibile ritrovarsi alla Basilica del Santo (Pd) per le 13,30 e raggiungere il luogo designato insieme ai frati.

Giovani e vocazioni: il coraggio di una scelta Il Gruppo di ricerca vocazionale «San Damiano» accompagna i giovani aiutandoli a conoscere la vita religiosa francescana. Ce ne parla padre Alberto Tortelli.
La preghiera del Gruppo San Damiano composta dal cardinal Carlo.M. Martini

martedì 29 settembre 2009

TRANSITO DEL PADRE SAN FRANCESCO


Sera del 3 ottobre 1226: san Francesco va incontro a "sorella morte".
Ecco di seguito il racconto dell'antico cronista di come avvenne il beato transito del Serafico Padre.

Dal palazzo del Vescovo di Assisi, dove allora dimorava, chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola; voleva rendere a Dio lo Spirito della vita, là dove aveva ricevuto lo Spirito della grazia.A metà strada, all’ospedale di San Salvatore, gecuziente com’era, si fede voltare sulla barella con la faccia verso Assisi e sollevandosi un poco, benedisse la sua città. Giunto alla Porziuncola si fece deporre sulla terra nuda, nascondendo con la mano sinistra la piaga sul costato e di lì spogliato dalle vesti di sacco, alzò come sempre il volto al cielo,tutto intento con lo Spirito a quella gloria,Disse ai fratelli:"io ho fatto il mio dovere,Cristo vi insegni a fare il vostro".Voleva essere conforme in tutto a Cristo Crocifisso che, povero e sofferente, era rimasto appeso nudo sulla croce. E verace imitatore di Cristo suo Dio in tutto, amò fino alla fine tutti i fratelli e figli, che aveva amato fin dal principio.Fece adunare tutti i fratelli presenti nel luogo e li esortò con affetto di padre all’amore di Dio.Parlò a lungo della pazienza, dell’osservanza di Madonna povertà, raccomandando più di altra regola il Santo Vangelo. Tutti i fratelli gli stavano intorno; egli stese sopra di loro le mani intrecciando le braccia a forma di croce, un gesto che egli tanto amava, e li benedisse presenti e futuri, nella potenza e nel nome del Crocifisso.Si fece poi portare del pane, lo benedisse, lo spezzò ed a ciascuno nè diede un pezzo da mangiare. Volle anche gli portassero il libro dei Vangeli e chiese gli leggessero quel brano di Giovanni che inizia: "Prima della festa di Pasqua". Lo fece in memoria di quell’ultima e santissima cena che il Signore aveva celebrato con i suoi discepoli e per dimostrare ai fratelli la sua tenerezza d’amore. Passò in inni di lode i giorni successivi, invitando i compagni prediletti a lodare con lui il Cristo. Invitava pure tutte le creature alla lode di Dio e con certi versi poetici, già altra volta composti, le esortava al Divino Amore. E perfino la morte, a tutti terribile ed odiosa esortava alla lode. Le correva dietro incontro, invitandola: "Ben venga mia sorella morte!"Diceva ai fratelli:" Quando mi vedrete sul punto di spirare, deponetemi sulla terra nuda come l’altro ieri e morto che sia, lasciatemi giacere così, per il tempo che ci vuole a percorrere comodamente un miglio di strada. E come gli fù possibile proruppe in quel salmo:"con la mia voce al Signore grido aiuto, con la mia voce supplico il Signore".Lo disse fino al versetto finale:"Strappa dal carcere la mia vita, perchè io renda grazia al Tuo nome. I giusti mi fanno corona quando mi concederai la tua grazia".Giunse infine la sua ora ed essendosi compiuti in lui tutti i misteri di Cristo, se ne volò felicemente a Dio. Le allodole, che sono amiche della luce ed han paura del buio della sera, pure essendo già imminente la notte, vennero a grandi stormi sopra il tetto del luogo e roteando a lungo con insolito giubilo,resero testimonianza alla gloria del Santo che tante volte le aveva invitate a lodare Dio. Era il 3 Ottobre 1226,di Sabato. A laude di Cristo. Amen.
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Per chi desiderasse partecipare alla celebrazione del transito (il ricordo della morte di Francesco), questa solitamente si vive in tutte le chiese francescane. In particolare segnalo ai giovani del Nord l'appuntamento della FESTA FRANCESCANA che si terrà a Camposampiero (pd) a partire dalle 16,00 di sabato 3 ottobre. La giornata sarà conclusa dal Transito celebrato con i frati e le vicine Clarisse del monastero del Noce

lunedì 28 settembre 2009

I preti sanno morire


19/09/2009 Amazzonia- Don Ruggero, una vita donata per Manaus


Lavorava nella pericolosa periferia della città: don Ruggero Ruvoletto, di Padova, è stato trovato ucciso. Un altro testimone di fedeltà estrema al Vangelo

Un altro missionario italiano martire. Don Ruggero Ruvoletto, missionario fidei donum della diocesi di Padova, è stato ucciso sabato 19 settembre in periferia di Manaus (Brasile), dove prestava servizio da qualche anno. Il corpo senza vita di don Ruggero inginocchiato vicino al letto, con il capo reclinato, colpito alla nuca da un proiettile.
Chi era don Ruggero Ruvoletto
Don Ruggero Ruvoletto, nato a Galta di Vigonovo il 23 marzo 1957, provincia di Venezia, diocesi di Padova, era stato ordinato nel 1982, dal vescovo Filippo Franceschi, di cui fu segretario, durante tutto il suo episcopato (1982-1988). Successivamente ha studiato ecclesiologia a Roma; rientrato in diocesi nell’agosto del 1994 si è occupato per circa un anno di Pastorale sociale e del lavoro come delegato vescovile; quindi è stato nominato Direttore del Centro missionario diocesano dal 1995 al 2003.Il 6 luglio 2003 è partito per il Brasile, come missionario fidei donum, nella diocesi di Itaguaì a Mangaratiba. L’anno seguente raggiunge don Francesco Biasin, nel frattempo consacrato vescovo nella diocesi di Pesqueira, nord est Brasile, per partecipare ad un progetto di presenza missionaria alla periferia di Manaus, voluto dalle diocesi locali. Un luogo di confine tra la città e la foresta dove la criminalità è particolarmente aggressiva e ultimamente si erano verificati vari assalti. Lo stesso don Ruggero aveva recentemente partecipato a una manifestazione per chiedere maggiore sicurezza. Il missionario viveva con un diacono, un prete e una piccola comunità di suore.

Le reazioni alla sua morte
Di seguito, grazie all'Ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Padova, le testimonianze del vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, di don Valentino Sguotti, direttore del Centro Missionario diocesano di Padova e mons. Francesco Biasin del vescovo di Pesqueira.

=Mons. Antonio Mattiazzo, vescovo di PadovaDon Ruggero si è sempre speso tantissimo per la missione. Si immergeva totalmente nelle cose e anche durante il suo servizio come direttore del Centro missionario diocesano ha seguito da vicino i fidei donum, visitando spesso e con continuità le missioni diocesane. Quando don Ruggero mi chiese di partire lui stesso – prosegue mons. Mattiazzo – pensavo fosse uno scherzo, invece lui era molto serio. Ho riflettuto allora su quale grande testimonianza avrebbe dato una persona come lui, che tanto aveva donato e si era speso per le missioni e che ora sceglieva di vivere fino in fondo questo impegno, andando di persona. Don Ruggero era uomo e prete di animo buono, sereno, sempre sorridente e di una disponibilità totale, come ha dimostrato il suo accogliere subito la proposta del vescovo Francesco Biasin di lavorare al confine con la foresta amazzonica, là dove i preti locali non andavano. Il ricordo più intenso è questa grande disponibilità e apertura di cuore».
=Don Valentino Sguotti, direttore del Centro Missionario della Diocesi di Padova«Don Ruggero è un altro martire della Chiesa di Padova. In questo momento come Centro missionario diocesano ci stiamo interrogando su cosa il Signore stia chiedendo alla nostra chiesa con la testimonianza di questi fratelli che danno la loro vita. Di don Ruggero abbiamo sempre conosciuto la generosità; è stato un generoso fino alla fine. Sappiamo che dal seme dei martiri nascono fecondità per la nostra Chiesa e in questo riponiamo la nostra speranza».

=Mons. Francesco Biasin, vescovo di Pesqueira (prete della diocesi di Padova)Classe 1943, prete diocesano di Padova, missionario fidei donum, in Brasile dagli anni ’70, nel 2003 mons. Biasin è stato consacrato vescovo della diocesi di Pesqueira, nello stato del Pernambuco (Nordest del Brasile). È stato lui a promuovere e mediare la presenza di don Ruggero in una parrocchia della periferia estrema di Manaus, capitale dell’Amazzonia.«Non ho potuto trattenere le lacrime perché è un dolore grande quello che provo – ha raccontato mons. Biasin, raggiunto al telefono – per quanto è accaduto a don Ruggero. Un uomo che ho sempre considerato un fratello e un amico. Proprio ultimamente l’ho sentito sereno e gioioso – continua il vescovo di Pesqueira – come non lo sentivo da tempo. Gli inizi non erano stati facili: si doveva inserire in un ambiente difficile di grande degrado, con occupazione disordinate di nuovi terreni ai margini della foresta. Ultimamente la criminalità si era fatta molto aggressiva – racconta mons. Biasin – un vescovo locale era stato sequestrato per alcuni giorni dai banditi, mentre altre cinque case di religiosi della diocesi erano state assalite e derubate. La questione della sicurezza sta diventando motivo di forti proteste e la stessa Chiesa locale sta alzando la voce perché le autorità rafforzino i loro controlli. Le periferie stanno raccogliendo il disagio sociale di quanti cercano un futuro migliore nella città. Don Ruggero – conclude mons. Biasin – nonostante tutto questo stava intravvedendo delle prospettive per il suo lavoro. Ora tutto si è interrotto in modo crudele. È il destino che può travolgere la gente che vive in queste terre. Un destino che i missionari condividono in tutto, senza privilegi».
Settembre 2009; redazione www.missionline.org